Caracolillo Special
CUBA Caracolillo Special
Cacao, Tabacco, Frutta secca
CUBA Caracolillo Special
Cacao, Tabacco, Frutta secca
CUBA Caracolillo Special
Cacao, Tabacco, Frutta secca
Tostato 28 marzo 2025
Per una corretta esperienza di assaggio, si consiglia di rispettare i tempi di degassamento del caffè, prima di effettuare la vostra estrazione:
Espresso, a partire da 8-10 giorni dalla data di tostatura / Filtro, a partire da 4-5 giorni dalla data di tostatura
Consigliato per: ESPRESSO, MOKA
Il profilo tostatura per Espresso è adatto anche per la Moka
Peso: 250g
NOTE: CACAO, TABACCO, FRUTTA SECCA
NAZIONE: CUBA
REGIONE: SIERRA MAESTRA (PROVINCE DI SANTIAGO DE CUBA, GRANMA, GUANTANAMO)
PRODUTTORE: BIOCUBACAFÉ
ALTITUDINE: 600 - 800 M
PROCESSO: LAVATO
VARIETÀ: ISLA
PUNTEGGIO SCA: 81,00
CUBA CARACOLILLO SPECIAL
Il territorio e la caratteristica del chicco di caffè
Il Cuba Caracolillo Special è coltivato sulle montagne della Sierra Mestra, la più importante catena montuosa di questo paese, tra le province di Guantanamo, Santiago de Cuba e Granma, ad un’altitudine di 600 - 800 metri. Questo caffè si distingue per la forma del suo chicco, piccola e tondeggiante, come il guscio di una lumaca. Infatti, il termine Caracolillo deriva dallo spagnolo Caracol che significa appunto lumaca.
In Brasile la stessa tipologia di chicco è nota come Caracolito ed i caffè di questa varietà si caratterizzano proprio per la loro forma che rende il centro del chicco maggiormente protetto e di conseguenza sprigiona un aroma più intenso in fase di tostatura. Per questo motivo, il Cuba Caracolillo vi sorprenderà anche dopo la macinatura, per il suo intenso aroma di cacao e tabacco.
La varietà botanica della pianta è un incrocio generato a Cuba, noto come Isla, ottenuto dall’incrocio di varietà quali Typica, Bourbon, Caturra e Catimor.
Sierra Maestra, le piantagioni di caffè sono coltivate alle pendici della catena montuosa, accanto alla riva di un fiume, nel mezzo di un paesaggio ricco di vegetazione
La storia del caffè a Cuba
La pianta del caffè è stata importata sull’isola di Cuba a metà del 1700, da un gruppo di agricoltori francesi in fuga da Haiti, dove era scoppiata la rivoluzione.
Furono loro ad avviare la coltivazione, nelle pianure e sulle montagne, valorizzando le caratteristiche di questo territorio, ed in breve tempo il caffè diventò una delle bevande più diffuse e apprezzate. La produzione di caffè ha prosperato nei secoli successivi, nell’est del paese, tra le pendici della catena montuosa Sierra Maestra, culminando nell’esportazione di 20 mila tonnellate di caffè all’anno, intorno al 1950. Tuttavia, con la Rivoluzione cubana e la nazionalizzazione dell’industria, la produzione è diminuita raggiungendo il minimo storico durante la Grande Recessione
Fino all’epoca di Fidel Castro, infatti, l’industria del caffè esportava grandi quantità di prodotto, ma dopo il 1959 le piantagioni furono divise in piccoli appezzamenti e la produzione subì un drastico calo, anche a causa dell’embargo posto nel 1962 dagli Stati Uniti sulle esportazioni.
Oggi gli investimenti pubblici hanno permesso alle piccole aziende a conduzione familiare di riprendere questa coltivazione e Cuba è tornata a esportare caffè, che viene prodotto soprattutto nella zona della Sierra Maestra, sebbene il territorio più adatto sia la costa meridionale dell’isola, grazie al clima umido e al ricco suolo prevalentemente pianeggiante.
Anche se un tempo vitale per l’esportazione cubana, il ruolo del caffè nel commercio è ora marginale. Nonostante questo, Cuba ospita il primo sito di caffè patrimonio UNESCO al mondo, sottolineando ancora una volta l’importanza culturale di questo prodotto.
Ed effettivamente, il potenziale è molto: circa 1,5 tonnellate di caffè Arabica vengono esportate annualmente a livello globale, evidenziando sia la sua qualità che il suo duraturo fascino, e i produttori sono protagonisti di una rinascita della produzione stessa.
Una delle aziende agricole che lavorano per Bio Cuba Cafè, dopo il raccolto due coltivatori sono impegnati a rigirare di continuo le ciliegie di caffè poste sul terreno, in modo da evitare la presenza di muffe
Il ruolo di BioCubaCafè, l’importatore
Il Cuba Caracolillo Special è importato in Italia da BioCubaCafé, un progetto congiunto del Grupo Empresarial Agroforestal del Ministero dell’Agricoltura di Cuba (GAF), della Fondazione Lavazza e dell’Agenzia Internazionale per lo Scambio Culturale ed Economico con Cuba (AICEC), che si occupa di sviluppare la filiera del caffè BIO a Cuba e di sostenere i produttori di caffè, stabilendo un contatto diretto con gli agricoltori.
In questo modo, valorizzano la produzione di caffè con una filiera corta, efficace, equa e garantita. Inoltre, BiocubaCafè reinveste costantemente i propri profitti per favorire uno sviluppo locale integrato, promuovendo l’integrazione della coltivazione del caffè negli ecosistemi forestali, insieme al monitoraggio delle condizioni specifiche e alla piena tracciabilità del caffè attraverso la tecnologia blockchain.
Tra gli strumenti fondamentali si distingue anche il Sistema di Garanzia Partecipativa (PGS) di Slow Food, come vero e proprio catalizzatore che facilita ulteriormente gli agricoltori nel garantire la qualità dei loro prodotti.
Noi siamo rimasti affascinanti dalla storia di questo caffè, nato da una rivoluzione (quella scoppiata ad Haiti nel 1700 che fece fuggire gli agricoltori francesi insediati in quel territorio), e che ha cambiato di nuovo la sua storia in seguito alla rivoluzione cubana del 1959, scendendo drasticamente con i volumi di produzione. Cuba ospita il primo sito di caffè patrimonio UNESCO al mondo e negli ultimi anni la qualità del caffè è migliorata in modo notevole, grazie all’impegno, agli investimenti e alle iniziative del Ministero dell’Agricoltura di Cuba, insieme a fondazionali nazionali e internazionali, tra cui Lavazza, che hanno rinnovato la storia caffeicola di questo paese.
In tazza il Cuba Caracolillo Special si presenta con un dolce aroma di cioccolato, corpo pieno con note di cacao, tabacco e frutta secca, retrogusto intenso e persistente.